Sistema sanitario canadese

Sistema sanitario canadese

Il Sistema sanitario canadese è pubblico e mira ad offrire lo stesso servizio a tutta la popolazione. Il supporto finanziario è gestito dal governo federale mentre la distribuzione dei servizi è garantita da ciascuna provincia della federazione.

Per i residenti permanenti le cure mediche ritenuti indispensabili, sono completamente gratuite anche se la maggior parte delle medicine richieste per i trattamenti risultano spesso a pagamento. A fronte di questo, gran parte della popolazione canadese ha una copertura sanitaria assicurativa stipulata tramite il proprio datore di lavoro o al di fuori di esso, così da ricevere il rimborso delle medicine a pagamento o di parte di quei costi.

Per ottenere la tessera sanitaria e quindi esserne considerati idonei, una volta ritenuti residenti permanenti, occorre attendere un tempo di circa 3 mesi, durante il quale è necessario stipulare un’assicurazione privata.

I documenti necessari sono: la carta d’immigrazione canadese, conferma di residenza permanente, documento d’ingresso, carta di residenza permanente.

In Canada sono ammesse le cliniche private ma non devono far pagare una parcella superiore al prezzo fissato dal sistema federale per quanto riguarda quel trattamento, inoltre sono dichiarate illegali le parcelle assegnate alle cure ritenute invece necessarie.

Attualmente il dibattito politico canadese in materia di sanità cerca di risolvere il problema delle lunghe liste di attesa nelle strutture pubbliche e della diminuzione della qualità del servizio, in contrapposizione al fiorire invece delle strutture private.

Ad esempio nel Quebec, è possibile scegliere se rivolgersi ad una struttura pubblica oppure ad una clinica privata, nel tentativo di arginare il problema dell’alta affluenza verso l’assistenza gratuita pubblica. Secondo le discussioni politiche, il problema del sistema canadese non è tanto nella sua organizzazione quanto nella quantità di denaro destinata ad esso. I sostenitori dell’assistenza federale comunque ritengono che allargare la proposta privata significherebbe indebolire ulteriormente le risorse pubbliche facendo lievitare i costi e diminuendo la qualità dei servizi.

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