Cibo negli USA: dalla doggy bag al comfort food

Doggy bag

Brunch americani

Brunch, happy hour, comfort food e chi ne ha più ne metta…diciamo la verità, gli americani in fatto di cibo non sono secondi a nessuno per la creazione continua di tendenze, acronimi, sigle, modi di dire originali che presi da improvvisi impeti di esterofilia siamo portati a imitare per sentirci alla moda e sempre sulla cresta dell’onda!

Vediamo allora assieme le tendenze americane legate al cibo, cercando di capire bene di che si tratta, per evitare di andare a un happy hour e magari aspettarsi di essere serviti da un cameriere in livrea!

Cominciamo dal comfort food.: lo dice la parola stesso, si tratta del cibo che “coccola”, del cibo che soddisfa non solo l’esigenza di mangiare, ma soprattutto l’esigenza di fare un’esperienza sensoriale e del gusto che sia appagante e rilassante. Il comfort food è molto di più del cibo, è una consolazione, un rifugio, un porto sicuro. Se avete voglia di saperne di più, Jamie Oliver ha scritto un libro in cui racchiude ben 100 ricette e tra muffin salati e cookies al cioccolato, fish & chips e crostate alla crema, c’è davvero da emozionarsi.

Non c’è invito a convegno, riunione di lavoro o kermesse che non contenga la parola brunch ma non tutti, forse, hanno compreso che si tratta di una pausa gastronomica a metà strada tra la colazione e il pranzo. E se gli antichi Romani dicevano  che “la virtù sta nel mezzo”, la locuzione latina è senz’altro azzeccata anche per il brunch che  è il pasto che “sta in mezzo” e dove si può trovare di tutto e di più, dal dolce al salato: frittatine, tartine, torte salate, salumi, muffin, cupcakes e soprattutto (ovviamente!) la pasticceria americana. Insomma i brunch sono l’occasione perfetta quando non si ha ancora molta fame per il pranzo e quando invece la colazione è ormai un lontano ricordo.

Quello che qui potremmo chiamare “aperitivo rinforzato” , in America prende il nome di Happy Hour. E questo trend non è sfuggito neanche al mitico rocker Ligabue che qualche anno fa cantava “sei già dentro l’happy hour, vivere vivere costa la metà, quanto costa fare finta di essere una star?”. Eh già perchè andare a un happy hour fa figo assai e fa immediatamente sentire come una star: in una fascia oraria che va dalle 18 alle 20,30 (quando gli sfigati lavorano ancora), tu invece puoi uscire, andare in un pub o al bar e prendere qualche bevanda alcolica accompagnata da pizzette, focacce, panini morbidi, riso alla cantonese o insalata.

Doggy bag

Sappiate che se andate a ristorante e non consumando tutto, vorrete portarvi qualcosa a casa in una vaschetta d’alluminio per il giorno successivo, sareste etichettati a vita come dei cafoni, mentre se portate con voi una doggy bag (ovvero una busta per il cane) verrete santificati come benefattori dell’umanità a quattro zampe, come quel padrone che si sente in colpa per aver lasciato solo il suo batuffolo di pelo e per farsi perdonare porta via con sè una busta piena di avanzi. Gli americani, si sa, sono risoluti, efficaci, magari meno raffinati di noi ma comunque non si vergognano a portare a casa gli avanzi. E per dirla tutta, nei paesi industrializzati dove il problema è proprio lo spreco alimentare, portare a casa qualcosa è una scelta eticamente responsabile.

La società americana è multietnica, sempre più globalizzata, e non poteva che generare la fusion cuisine, ovvero la cucina in cui tutti gli elementi tipici e tradizionali provenienti da culture gastronomiche diverse, si fondono per dar vita a una cucina originale, inedita e comunque saporita. 

Farm – to – table, letteralmente dalla fattoria alla tavola, è il trend più genuino che ci sia in fatto di cibo. Con questo termine si vuole indicare un insieme di alimenti che sono freschi di produzione (ortaggi, frutta, legumi, ma anche carni) e che arrivano sulla tavola del consumatore così come sono stati prodotti, senza trasformazioni industriali. Insomma scegliere alimenti farm – to – table è molto più che una moda, è una scelta di sostenibilità e qualità, è un chiaro orientamento verso l’ alimentazione biologica, genuina e sicura. E di questi tempi in cui si parla, purtroppo, di inquinamento alimentare per indicare cibi contaminati, tossici, coltivazioni sottoposte a trattamento con pesticidi e fertilizzanti, scegliere alimenti non trattati, non industrializzati, che non producono imballaggi, è importante, soprattutto per l’alimentazione dei bambini.

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